
ore 9.00 – 13.00
Università LUMSA – Aula Giubileo
Via di Porta Castello 44, Roma
In presenza e online
Informazioni
Il perseguimento della tutela della vita e della salute dei detenuti e degli internati è sempre stato considerato dall’Amministrazione penitenziaria, alla quale essi sono affidati, come un dovere primario e fondamentale, rispondente a quei principi di civiltà, di umanità e di solidarietà ai quali essa, sulla base della Carta Costituzionale, si ispira nella sua azione. La medicina e sanità penitenziaria per lunghi anni in Italia, come in diversi paesi europei, è stata strettamente collegata, nella sua articolazione e organizzazione, alla filosofia ed alla organizzazione del sistema penitenziario.
La diversità della mission “saper curare” – “saper controllare” e la necessità di equiparare nel diritto alla salute il cittadino in regime di limitazione e privazione della libertà personale al pari del cittadino libero hanno poi portato al DPCM 1° aprile 2008 che ha normato il passaggio delle competenze dal Ministero della Giustizia a quello della Salute. Le importanti trasformazioni sociali, politiche ed economiche a livello globale hanno poi portato in evidenza, negli ultimi venti anni, anche altre complessità di società ferite e ferite sociali.
Sovraffollamento, nuove e vecchie dipendenze, patologie croniche, disagio mentale recluso e da reclusione, condotte auto/etero-lesive e rischio suicidario hanno fin da subito mosso l’interesse di studiosi per un più ampio dibattito volto a raccordare i principali nodi concettuali relativi al rapporto tra contenuto e contenitore, tra carcere e salute, tra individuo trasgressivo autore di reato e la società del diritto e delle scienze dell’uomo.
«Assicurare, quale forma basilare di tutela della salute mentale in carcere, modalità umane di detenzione, rispettose della dignità delle persone, offrendo un trattamento con opportunità di formazione e di lavoro nella prospettiva risocializzante; provvedere a che la cura delle persone affette da grave disturbo mentale e che abbiano compiuto reati avvenga di regola sul territorio, in strutture terapeutiche e non in istituzioni detentive». Sono alcune raccomandazioni contenute nel parere espresso nel marzo del 2019 dal Comitato nazionale di bioetica (CNB) nella convinzione, certa agli operatori sanitari penitenziari, che oggi la vera criticità è il disagio psichico.
Alla luce di quanto sopra tratteggiato, appare di centrale importanza operare una più ampia riflessione che, a partire dalla cornice normativa, contestualizzi l’intervento clinico e l’adesione alla cura di quei detenuti-pazienti-persone molto sensibili e pertanto sempre più suscettibili alle tante sollecitazioni insite nei luoghi della pena.
Relatori e Partecipanti
Saluti istituzionali
- Paola Spagnolo – Prorettore alla Didattica e al Diritto allo studio, Ordinario di Diritto processuale penale, Università LUMSA
- Filippo Giordano – Direttore Centro di ricerca DAS, Ordinario di Economia aziendale, Università LUMSA
Intervengono
- Valentina Calderone – Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale
- Maria Carla Covelli – Direttore Ufficio III – Servizio sanitario DGDT, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Ministero della Giustizia
- Paola Scarcella – Associato di Igiene generale e applicata, Università LUMSA
- Vincenzo Carlo La Regina – Direttore Sanitario ASL Roma 6, Presidente INNEL – Istituto Nazionale NeuroLeadership
Tavola rotonda
- Lanfanco Godeas – Dirigente Psicologo UOC Psicologia ASL Viterbo, Vicepresidente ACROSS
- Rossana Ruggiero – Avvocato e Bioeticista clinica
- Serena Dell’Isola – Medico infettivologo, Ospedale Santa Rosa di Viterbo
- Emma Zordan – Volontaria Carcere di Rebibbia
- Alfredo De Risio – Professore a c. e Direttore del Master in Psicologia dell’Esecuzione penale e Offender Management, Università LUMSA
Modera
- Francesca Sassano – Avvocato penalista
Conclusioni
- Letizia Caso – Vicedirettore Centro di ricerca DAS, Associato di Psicologia sociale, Università LUMSA
Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti sull’evento del 20 novembre, visita il sito ufficiale della LUMSA: lumsa.it
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