
Funzioni e competenze psicologiche, modelli organizzativi e clinici
Il 24 Ottobre 2025, il nostro presidente ACROSS Alfredo De Risio ed il Vice-Presidente Lanfranco
Godeas sono intervenuti come relatori nell’evento ospitato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, dal
titolo “Valutazione e presa in carico della popolazione detenuta. Funzioni e competenze
psicologiche, modelli organizzativi e clinici.”


L’evento aveva come obiettivo l’incontro tra professionisti che operano a contatto con la
popolazione detenuta per promuovere uno spazio di riflessione sul suicidio, che si consuma
all’interno di un macrocosmo invisibile alla società.
Il suicidio è una delle principali cause di morte in tutto il mondo, che vede il carcere come un triste
osservatorio. In Italia nel 2024 sono morte in carcere 244 persone, di cui 89 per suicidio accertato.
A queste si aggiungono i 7 poliziotti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita.

Il suicidio è un problema di salute pubblica, ha una dimensione sociale, ambientale e strutturale
che, in interazione con altri fattori, prende la forma dell’assoluta percezione di mancanza di senso
della propria esistenza. Caratteristiche individuali, storia familiare, di contesto, di relazione, perdita
di speranza, in un contesto farcito di specificità, quali sovraffollamento, mancanza di relazioni
affettive, inattività (in primis la mancanza di lavoro), rigidità burocratiche, violenza, consentono di
individuare il coacervo di pericolosi fattori che mettono a rischio la salute della persona.


Abbiamo bisogno di punti di riferimento, di modelli organizzativi e operativi, di procedure e
metodologie pensate, per orientarci nel macrocosmo del carcere, non abbiamo, invece, bisogno di
rigidi schemi e categorie che ingabbiano, che ci restituiscono solo l’illusione di un rassicurante
controllo. Generalizzazioni e categorie rischiano di funzionare come il mitico letto di Procuste, la cui
misura obbligatoria faceva si che chi era troppo corto venisse tirato e chi troppo lungo amputato,
deturpando i corpi all’interno di un letto che considerava della misura ottimale.

Abbiamo anche bisogno di un pensiero flessibile, che sappia proporre aggiustamenti alla specifica situazione, di una formazione specifica, di una mente aperta che sappia nutrirsi e di una metodologia formativa legata al processo, che sappia costruire pensiero critico e lavoro sugli aspetti emozionali e
relazionali nell’incontro con l’altro.
Alleghiamo di seguito il link alla registrazione video dell’intero evento e di tutti gli interventi:
https://ordinepsicologilazio.it/video/popolazione-detenuta